Roberto Bognetti è il responsabile del progetto Giovani della Fondazione Carige di Genova.

Quando l’amico Fabio mi ha chiesto di parlare un poco della mia esperienza di vicinanza alla solidarietà, dopo un primo momento di disponibilità sono rientrato nella mia quotidianità che non prevede dichiarazioni in tal senso. La sua insistenza mi induce comunque a ringraziarlo perché evidentemente ritiene che possa essere utile che io spenda due parole su questo tema. Aiutare il prossimo ritengo offra una grande ritorno. La vita incentrata sui propri piaceri, oltre ad essere nel tempo senza senso, risulta sterile e meschina. La vita in cui si dona e condivide con gli altri è invece ricca di amore e l’amore è l’unico carburante per una quotidianità ricca di voglia di vivere. Il prossimo può essere la madre anziana senza più forza e memoria, l’amico o il collega con problemi, l’associazione che si occupa di disagiati, l’ente solidaristico e le infinite altre opportunità che ogni giorno ci vengono incontro e chiedono di coinvolgerci, facendoci così partecipi del mondo che pulsa. Anche una società, intesa come Istituzioni, che lascia un essere vivente nel tunnel della sofferenza, a volte sino alla morte fisica, è certamente infelice perché priva di amore. Con questo modo di pensare e di essere ho fatto e continuo a condurre tante esperienze senza le quali non sarei contento di vivere e mi sentirei altrimenti un vegetale. Purtroppo chi soffre ha anche l’onere di far vivere e rendere felice chi soffre di meno!